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lunedì 21 gennaio 2019

La candidata perfetta di Greer Hendricks & Sarah Pekkanen | Recensione

Buongiorno booklovers!
Sembra che sto mese per quanto riguarda le letture non sa da fare, e infatti anche l'ultimo romanzo che ho letto non è stato un granché. Si tratta di An Anonymous Girl, la nuova uscita delle autrici Sarah Pekkanen & Greer Hendricks che è arrivato in America proprio a inizio 2019. Se questo duo non vi è nuovo è perchè la loro prima opera La moglie tra di noi, è edita in Italia e inizialmente l'avevo pure aggiunta alla mia lista ma poi devo aver perso interesse e l'ho tolta (penso sia stato il mio inconscio che mi avvertiva!) però ho deciso di provare con An Anonymous Girl perchè tratta un argomento che mi interessa molto... e non è andata benissimo.


LA CANDIDATA PERFETTA
GREER HENDRICKS & SARAH PEKKANEN

Editore: Piemme
Pagine: 432
Genere: Thriller, Mystery


Eminente psichiatra di New York cerca donne tra i 18 e i 32 anni per uno studio su etica e morale.

Compenso generoso. Anonimato garantito.
Una sola richiesta: sincerità assoluta.
Quando Jessica Farris, make-up artist squattrinata, accetta di partecipare a uno studio condotto da un certo dr. Shields, misterioso psichiatra della New York University, non sa bene cosa immaginarsi. Ma in fondo a lei interessa più che altro il compenso "generoso", e forse il brivido della novità: la sua vita è fatta di corse su e giù per Manhattan a truccare studentesse per le loro notti pazze, di tranquille serate in compagnia del suo cane e poco altro. Eppure, nel momento in cui mette piede nell'aula 214 - una stanza asettica con soltanto un computer accesso, su cui lampeggia un: Benvenuta, Soggetto 52 - qualcosa le dice che forse è stata troppo avventata. Sincerità assoluta: ne sarà capace?
Ti senti in colpa se dici una bugia? Hai mai fatto molto male a qualcuno a cui tieni? Spieresti i messaggi del tuo partner? Pian piano, le domande del fantomatico dr. Shields si fanno più incalzanti, più personali, più pericolose. È come se avesse capito tutto di Jess: quello che pensa, quello che nasconde. E quando le chiederà di passare dall'aula 214 al mondo reale, per lei sarà già troppo tardi per sottrarsi al gioco.
Perché Jessica Farris è la candidata perfetta per quello che il dr. Shields ha in mente. Almeno finché, ormai prigioniera di una sottile rete di lusinghe, dipendenza, e ossessione, Jess non scoprirà che la stessa sorte è toccata a qualcun'altra prima di lei…


giovedì 12 aprile 2018

Warcross di Marie Lu | Recensione

Buongiorno booklovers!
Come state? E' una settiman esatta che non mi facevo sentire! Nel frattempo qui da me non si capisce cosa vuole fare il tempo, un giorno pioggia, l'altro sole, poi nuvoloso, boh...
Tornando a noi, oggi posso finalmente parlarvi di Warcross che è arrivato giusto la settimana scorsa nelle nostre librerie. Ringrazio la Piemme per la copia cartacea omaggio ma anche Jess che si è occupata dell'organizzazione del review party!




WARCROSS
MARIE LU

Editore: Piemme
Pagine: 320
Prezzo: € 6.99 ebook | € 18.00 cartaceo
Genere: Sci-Fi
Serie: Warcross #1
    

Per i millioni di persone che si iscrivono ogni giorno, Warcross non è solo un gioco: è un modo di vivere. L'ossessione è iniziato dieci anni fa e tutti i suoi fan sono sparsi in tutto il mondo, alcuni desiderosi di fuggire dalla realtà di tutti i giorni e altri che sperano di avere un profitto da questo.
Mentre lotta per far quadrare i conti, l'hacker teenager Emika Chen lavora come una cacciatrice di taglie, si occupa di rintracciare i giocatori che scommettono illegalmente nel gioco.
Ma il mondo dei cacciatori di taglie è molto competitivo e sopravvivere non è faciel.
Bisognosa di raccimolare soldi velocemente, Emika decide di rischiare e hackera nel gioco di apertura del campionato internazionale di Warcross, solo che si ritrova accidentalmente nell'azione e diventa una star a breve durata.
Convita di venire arrestata, Emika è sconvolta quando invece viene chiamata dal creatore del gioco, il giovane elusivo miliardario Hideo Tanaka, con un'offerta irresistibile.
Hideo ha bisogno di una spia all'interno del torneo di quest'anno poichè deve scoprire un problema nella sicurezza... e vuole che sia Emika a fare il lavoro.
In pochissimo tempo Emika viene portata a Tokyo e gettata in un mondo di fama e fortuna, di cui aveva sempre e solo sognato farne parte.
Ma presto la sua investigazione scopre un complotto minaccioso, che potrebbe avere conseguenze disastroso per l'interono impero di Warcross. 


mercoledì 6 dicembre 2017

Nei luoghi oscuri di Gillian Flynn | Recensione

Buongiorno lettori!
La mia currently reading sta andando un po a rilento quindi ho deciso di recuperare una lettura dell'estate scorsa che mi era piaciuta molto (e poi è sempre una gioia di vedere i post nelle bozze che diminuiscono!). Si tratta di Nei luoghi oscuri di Gillian Flynn pubblicato nel lontano 2014...


NEI LUOGHI OSCURI
GILLIAN FLYNN

Editore: Piemme
Pagine: 444
Genere: Thriller


Libby non è una ragazza di buon carattere, non lo è mai stata. C’è qualcosa di cinico e meschino in lei, una sorta di lato oscuro di cui lei stessa ammette l’esistenza e con cui è costretta a fare i conti. Libby aveva sette anni quando sua madre e le sue sorelle furono uccise in un rito satanico. Fu lei ad accusare suo fratello Ben di essere stato l’autore della strage. Ventiquattro anni dopo Ben è in carcere e Libby vive alle spalle delle associazioni di beneficenza che le hanno inviato donazioni per tutti quegli anni.
A cambiare le carte in tavola sarà il Kill Club, una società segreta di “feticisti del crimine”, i cui soci sono convinti dell’innocenza di Ben e rintracciano Libby perché lo scagioni. I membri del gruppo le insinuano il dubbio di essere stata manipolata e Libby è infastidita da quei pagliacci fanatici che ficcano il naso nella sua memoria. Ma i soldi che le offrono per tornare a scavare nel suo passato e cercare il vero colpevole della strage le servono. Così Libby inizia una dolorosa ricerca attraverso la quale, a poco a poco, i ricordi riaffiorano da quei luoghi della mente che fino a ora aveva volutamente oscurato. Saranno gli oggetti della sua infanzia e i racconti delle persone che avevano conosciuto la sua famiglia ad aiutarla a ricostruire gli avvenimenti che portarono all’eccidio, fino ad ammettere l’inconsistenza della sua precedente testimonianza. Insospettabili verità verranno a galla e Libby ritroverà se stessa, ripartendo da dove aveva iniziato: in fuga da un killer.




Nei luoghi oscuri è il secondo libro che leggo di Gillian Flynn e posso affermare che questa autrice sa come scrivere un buon thriller! In realtà non avevo delle alte aspettative su questo romanzo, lo avevo aggiunto perché avevo amato L’amore bugiardo  e volevo leggere altri suoi lavori ma fin dalle prime pagine sono rimasta catturata dalla storia e dalla protagonista.

Il romanzo si apre con Libby che ci spiega come se la cava dopo che 24 anni fa suo fratello massacrò la loro famiglia. Scopriamo che è al verde perché ormai è passato molto tempo e gli enti benefici si sono dimenticati della piccola sopravvissuta al massacro della fattoria di Kinnakee e lei non si è mai preoccupata di trovare un’occupazione.
Libby è uno di quei personaggi che a primo impatto non ti piace ma poi impari a conoscerla e nonostante non sia una brava ragazza ti affezioni a lei, capisci i suoi meccanismi di difesa che tra l’altro dopo quello che ha passato sono anche legittimi…

Mio fratello ha massacrato tutta la nostra famiglia quando avevo sette anni. Mia madre, le mie due sorelle morte. Un fucile, una scure, mani intorno alla gola.

La descrizione del massacro a mio parere è stata fatta benissimo (degna di un episodio di CSI!) e ho amato la struttura della narrazione. Abbiamo infatti 3 POV: quello di Libby nel presente che tenta di scoprire cosa è successo quella notte, perché a discapito di quello che ha detto alla polizia in realtà lei ha visto gran poco e continua a chiedersi se testimoniando contro il fratello Ben abbia mandato in prigione un’innocente. Poi abbiamo il POV di Ben e della madre Patty risalenti al 2 gennaio 1985, la data del massacro. La giornata inizia alle 8 quando la famiglia Day si sveglia e arriva fino alle 3 del mattino, l’orario in cui la famiglia viene uccisa. Ho trovato questa cosa davvero coinvolgente difatti potete capire la mia ansia quando vedevo le ore scorrere ma sembravo non arrivare mai momento del delitto e volevo sapere!
E' tutto un susseguirsi di domande: Ben è davvero colpevole? Era davvero coinvolto in riti satanici che lo hanno portato a sterminare la sua famiglia? E quello che si diceva su di lui è vero? E perché sulla scena del crimine c’era l’impronta di un’altra scarpa che non combaciava con quella di Ben? Cos'è successo quella notte?


 “Un grande mistero: chi ha ucciso i Day?” 


Ditemi ditemi: avete letto qualcosa di questa autrice? Cosa ne pensate?
Se vi piacciono i thriller non potete lasciarvela sfuggire!

venerdì 5 febbraio 2016

Il bacio dell'angelo caduto di Becca Fitzpatrick | Recensione


Buon pomeriggio lettori!
Questa settimana doppia recensione! In realtà non era in programma ma ho letto il libro in questione in pochissimo tempo e quindi ho deciso di buttare subito giù qualcosina ieri sera. Purtroppo Il bacio dell'angelo caduto si è rivelata una lettura che avrei potuto benissimo evitare...



IL BACIO DELL'ANGELO CADUTO
BECCA FITZPATRICK

Editore: Piemme
Pagine: 333
Genere: Paranormal Romance
Serie: Hush Hush #1


Nora è una liceale introversa che non ha ancora messo l'amore in cima alla lista delle cose da fare. Almeno finché non incontra Patch. Lui ha un sorriso irresistibile e un inspiegabile talento per indovinare sempre quello che le passa per la testa. E per quanto si sforzi di negarlo, lei sente che l'attrazione per il compagno di scuola è destinata a crescere. Fino a che punto? Nora non sa in che storia si è cacciata. Non può nemmeno immaginare d'essersi innamorata, ricambiata, di un angelo caduto. Scoprirà presto, però, che per riottenere la sua vera natura, il suo ragazzo deve prenderle la vita. Oppure combattere contro un avversario persino più potente di lui. L'amore può davvero vincere tutto? O farti perdere tutto?




Secondo libro che leggo di questa autrice, secondo libro che non mi ha convinto per niente ed è un peccato perché gli angeli caduti sono creature che mi hanno sempre affascinata...

Ho trovato la storia piena di cliché e cose già viste... C'è Nora, la protagonista, che finisce vicina di banco al nuovo arrivato, Patch, ragazzo bellissimo, misterioso, irritante. Odio a prima vista. Nora si trova sempre alle costole Patch e anche se la spaventa e vuole stargli lontano lei se ne infischia perchè prova un'INSPIEGABILE attrazione nei suoi confronti.

Ero in conflitto con me stessa, perché cercavo di ignorare qualcosa che in realtà trovavo irresistibile. 

Ci tengo a precisare che questa frase viene detta a pagina 20! Un pò prestino mi sembra... Infatti l'evolversi della loro relazione mi è sembrata troppo veloce, troppo affrettata, senza una vera e propria base solida, come se si fossero innamorati con uno schiocco di dita.

Tutto il libro è seminato da questa figura con il passamontagna che aggredisce Nora e poi scompare. La ragazza si sente osservata, seguita... Patch è tipo ovunque, un altro ragazzo gli fa il filo insistentemente e dopo tutto ciò... INFILIAMOCI IN UN TUNNEL SOTTERRANEO BUIO! GENIALATA.

Altro clichè è la madre. Qualcuno mi deve spiegare perchè in questi libri le dinamiche famigliari sono quasi sempre padre morto, madre con un lavoro con orari impossibili e perciò non è mai a casa, la figlia potrebbe anche combattere la terza guerra mondiale e nessuno se ne accorgerebbe (stessa cosa per Katy in Obsidian eh...).
Poi c'è Vee, l'amica, che la portano a giocare a nascondino nella scuola, di notte, senza luce e quando chiudono le porte con delle catene non si fa nessuna domanda. OKAY.

In conclusione non sono entrata in sintonia ne con i personaggi, ne con la storia di cui sinceramente non ho capito un ciofeca per metà libro... Non ammazzatemi ma neanche Pacth mi ha conquistata, e so che molte lo amano. Io invece l'ho trovato solo irritante e onnipresente.
Il finale della storia potrebbe far passare benissimo il libro per un autoconclusivo quindi non ho idea di cosa possa succedere nei prossimi libri, ma penso proprio che non lo scoprirò...


LE SCENE TOP ↑
>«Vuoi usare il mio corpo?»
   «Voglio fare un sacco di cose al tuo corpo, ma non quello.» SERIOUSLY?
> la scena del "ti insegno a giocare a biliardo" con il classico appoggio gratuito da dietro...
> il motel che ma tu guarda? ha solo la matrimoniale disponibile!



mercoledì 2 dicembre 2015

Black Ice di Becca Fitzpatrick | Recensione

Buon mercoledì lettori!
Poteva non capitarmi verso la fine dell'anno una lettura pessima?
Vi giuro che ho provato a fare una recensione obiettiva ma poi ho pensato, WHO CARES?
Mi scuso per la lunghezza smisurata ma avevo mooolto da dire...


BLACK ICE
BECCA FITZPATRICK

Editore: Piemme
Pagine: 360
Genere: Thriller, Mystery



Britt si è preparata per più di un anno a un trekking sul Teton Range. Quello a cui non era preparata, però, è scoprire che Calvin, il suo ex ragazzo e unico grande amore, si unirà a lei. Prima che Britt abbia tempo di esplorare i propri sentimenti, si scatena una terribile tormenta che la obbliga a rifugiarsi in una baita sperduta. Peccato che gli occupanti, entrambi giovani e molto affascinanti, siano anche due fuggitivi decisi a prenderla in ostaggio. Britt sa che la conoscenza dei sentieri e l'attrezzatura da trekking che ha con sé rappresentano la sua assicurazione sulla vita, e che deve solo resistere abbastanza a lungo perché Calvin la raggiunga, eppure... In una disperata corsa contro il tempo e il freddo, Britt scoprirà che sotto la neve si nascondono moltissimi segreti e che forse il suo rapitore, la cui gentilezza è decisamente seducente, non è quello che sembra.




«Sai quante persone vanno in montagna e tornano a casa sane e salve?»

Questa, amici miei, è la classica frase che nei film preannuncia che qualcuno ci lascerà le penne...

Britt ha convinto la sua migliore amica Korbie a passare le vacanze di primavera a fare escursionismo nel Wyoming, obiettivo? Farsi tutta la cresta del Teton Range, che ha detta di Britt non è poca roba (e vista la mia ignoranza sull'argomento gli credo...).  In realtà il vero motivo per cui Britt vuole fare tutto ciò è per tentare di riconquistare Calvin, il suo ex ragazzo e fratello della sua migliore amica, il classico clichè insomma...
Guarda caso il fratellone è stato costretto dal padre ad andare con loro per tenerle d'occhio, MA CHE FORTUNA insomma...
Le ragazze partono con la macchina di Britt mentre i ragazzi (eh si, Korbie si è portata dietro il suo boy) le aspettano già alla baita di proprietà della famiglia (super ricca) di Korbie e Calvin. Già qua un pensiero mi è balenato in testa: Ma perchè non usare un'auto sola e raggiungere la baita tutti insieme? Tanto a Britt gli faceva comodo condividere l'abitacolo con l'ex... Ma così facendo non ci sarebbe stata nessuno storia...

Nel bel mezzo del cammin che le porta alla baita le nostre fanciulle vengono colpite da una bufera di neve. OVVIAMENTE i cellulari non prendono e fa un freddo un cane. Saggiamente le ragazze decidono di abbandonare l'auto sul ciglio della strada e addentrarsi tra i boschi della montagna alla ricerca di un rifugio, la cosa più ovvia da fare no? Ma vabbeh dai ci può anche stare, insomma non puoi rimanere bloccata nell'auto, in mezzo alla neve rischiando di morire di freddo.
Il degenero a mio parere arriva nel momento in cui le due ragazze trovano rifugio in una baita dove stanno due ragazzi... Io al loro posto non mi sarei fidata molto a starmene in una baita nel bel mezzo del nulla con due ragazzi sconosciuti, senza la possibilità di poter chiamare aiuto, ma questa sono io. Sapete cosa fanno Britt e Korbie? CI PROVANO SPUDORATAMENTE con uno dei due e arrivano perfino a litigare tipo "giù le mani, l'ho visto prima io!" cose che manco all'asilo ormai...
Tra l'altro il personaggio di Korbie è odioso, l'ho trovata frivola, viziata, superficiale, pensate che ha una lista dove si mette a confronto con Britt e da dei punti a ognuna, e questa sarebbe la vostra migliore amica, okay? 
E proprio la boccaccia di Korbie fa scattare Shaun, uno dei due ragazzi, che avendo le palle piene delle sue lag

ne gli fa capire come stanno le cose: le due ragazze sono capitate nella baita in cui si sono nascosti due fuggitivi... TADAN *colonna sonora de "Lo squalo" in sottofondo*
I due ragazzi devono assolutamente abbandonare la montagna prima che le strade tornino praticabili e decidono lasciare Korbie nella baita (GRAZIE A DIO) e portarsi dietro Britt, che ha mentito loro dicendo di conoscere alla perfezione le montagne. L'unico motivo per cui le conosce bene è che ha la mappa di Calvin, dotata di un sacco di annotazioni.
Calvin, come sua sorella, è odioso. Il libro è disseminato di flashback, a mio parere inutili, riguardanti la loro storia. Tenete conto che la loro è stata una relazione tipo clandestina visto che Calvin non l'ha mai voluta rendere pubblica (ci rendiamo conto???) e poi l'ha scaricata per telefono -argomento sensibile visto che ci sono passata- cosa che me lo ha fatto odiare ancora di più.
Proseguendo con la storia ci perdiamo per strada Shaun (non ve dico come) e Britt e Mason, l'altro fuggitivo, rimangono soli soletti... E qui potete immaginare cosa succede...

Per un attimo lo trovai sexy e affascinante, ma subito dopo mi rimproverai per quello che avevo provato. Non era una cosa reale. Se la sindrome di Stoccolma esisteva davvero, quello doveva essere il primo sintomo.

[ALLARME PSICOLOGIA♥ MODE ON] Per chi non lo sapesse la sindrome di Stoccolma si manifesta quando una persona che ha subito violenza (fisica, psicologica...) arriva a provare dei sentimenti positivi verso chi l'ha maltrattata, una sorta di infatuazione che può arrivare persino all'amore. Tralasciando il fatto che questo argomento mi ha sempre affascinato, io non credo che in questo caso si tratti di una vera e propria sindrome di Stoccolma. Britt ripete più volte che i sentimenti che prova sono frutto di questa sindrome ciò vuol dire che è cosciente di quello che prova, una persona che sviluppa un legame del genere non penso se ne renda conto in quel momento, penso sia troppo coinvolta a livello emotivo e psicologico per accorgersene...

Tornando a noi: lei è impaurita, ha fame, ha freddo e a un certo punto pur di aver salva la vita pensa pure di mandare al diavolo la sua dignità (tralasciamo...). Mason dal canto suo non è per niente un cattivone, la rassicura, la aiuta e fate 2 + 2 insomma... 
Il problema di fondo di questo libro è che è stato etichettato come un thriller ma in realtà di thriller c'è poco niente. Insomma di mistero ce n'è gran poco, giusto la storia delle ragazze morte che però a un certo punto ho iniziato a capire, la suspence è uguale a quella che c'è a cena quando chiedo "Cosa si mangia?" e poi questo non è un genere che ti deve mantenere attivo, sveglio, in preda alla tensione? Io per gran parte della lettura avevo il naso in mezzo alle pagine, e non per l'interesse ma perchè stavo dormendo...
E quando pensi che il peggio sia passato arriva la sprangata nei denti con i capitoli finali: c'era più zucchero li che non fa in un sacchetto di caramelle!



mercoledì 22 aprile 2015

Champion di Marie Lu | Recensione

Buon pomeriggio lettori. In queste soleggiate mattine ero a casa e grazie a Italia1 mi sono fatta un viaggetto a ritroso nel tempo con Smallville, lo guardavo quando ero un pò più piccolina e... Il sorriso di Tom Welling è sempre stato così carino? *.* ah il suo sorriso è proprio quello che ci vuole per affrontare la recensione di Champion! 
Vi giuro che non ho pianto con questo libro... I miei occhi hanno solo deciso di rigettare acqua....



CHAMPION
MARIE LU

Editore: Piemme Freeway
Pagine: 324
Genere: Distopico
Serie: Legend #3


June e Day hanno rinunciato all'amore che provavano l'una per l'altro per il bene della Repubblica. June è tornata nelle grazie dell'élite, mentre Day ha raggiunto i vertici della gerarchia militare. Ma, per il bene della Repubblica, sono chiamati di nuovo a lavorare fianco a fianco. June dovrà chiedere all'unica persona che ama di sacrificare tutto quello a cui tiene per salvare migliaia di vite sconosciute. Fra colpi di scena e suspense, la trilogia distopica ambientata in un'America divisa fra Colonie e Repubblica arriva al suo gran finale.




Quando una storia che hai amato giunge al termine è sempre un duro colpo da incassare e Legend... Beh è la mia trilogia preferita, contiene quella che penso sia in assoluto il mio personaggio femminile preferito! Perciò... E' stata dura lasciare andare June, Day, la Repubblica e tutto il mondo che gira intorno a loro ma, anche se a
malincuore, andava fatto.

La Repubblica si trova in una situazione davvero brutta: le Colonie stanno avanzando verso i suoi confini, dritti verso la capitale. La Repubblica potrebbe tenergli testa se non fosse che le Colonie hanno dalla loro parte un alleato: l'Africa. Per salvare il suo paese l'Elector chiede il supporto dell'Antartide, ma niente viene dato in cambio di niente, neanche l'aiuto...
Il paese si trova, così, da solo a fronteggiare il nemico che si fa sempre più vicino...

Ma la Repubblica non è l'unica a passarsela male: June sta concorrendo per la posizione di Princeps e i suoi due rivali sono entrambi Senatori, più grandi di lei e con più esperienza, Anden deve occuparsi della salvaguardia del suo paese e anche Day ha i suoi problemi... E a tutto ciò si aggiunge la corsa contro il tempo per salvare il proprio paese.

Lasciatemi dire che adoro gli scenari di questa trilogia! La protagonista principale è sempre la Repubblica con i suo settori divisi tra i ricchi e i poveri ma l'autrice ci ha permesso anche di spostarci al di fuori di essa. Nel capitolo precedente ci ha mostrato le Colonie con la loro insistente pubblicità e le corporazioni e in questo libro ci mostra l'Antartide, che mi ha affascinato e al tempo stesso spaventato. Se pensavate che la Repubblica fosse tecnologica, aspettate di vedere l'Antartide!


 Ogni edificio pare in grado di cambiare colore in un attimo (due sono già passati da verde pastello a blu scuro mentre un altro cambia da dorato a bianco) e sembrano tutti di recente costruzione, raffinati e perfetti come da noi lo sono pochissimi palazzi.

Altra cosa che ho amato? Le scene d'azione, ovviamente! Mentre le leggevo mi sembrava davvero di esserci dentro, di essere li con i protagonisti, tant'è che quando alzavo la testa dal libro mi stupivo di non ritrovarmi in mezzo a proiettili da schivare...

In Champion viene dato spazio anche ad altri personaggi come Eden, il fratello di Day. Questo bambino non si può non amare, così innocente e così forte e coraggioso allo stesso tempo (insomma da qualcuno avrà preso!). Anden, il glorioso Elector della Repubblica, che in realtà è solo un ragazzo giovane che deve tenersi sulle spalle il peso di un intero paese.

Ed eccoci arrivati al finale... Che dire? Non sono per nulla arrabbiata per come si è conclusa la storia, ero solo... Non lo so, come quando ricevi un regalo bello ma che non è quello che desideri, ecco. Inizialmente ero triste e poi piena di speranza e poi di nuovo triste. Il mio pensiero è stato tipo, citando June: ...non dopo tutto quello che abbiamo passato insieme.

Altro non dico! Preparatevi perchè è un finale agrodolce, più agro che dolce in effetti... Però c'è da dire che lascia spazio all'immaginazione o per dirla meglio: ai filmini mentali che inevitabilmente partiranno!







Cosa ne pensate di questa trilogia? Qualcuno l'ha già letta? Se non l'avete fatto, dovete farlo al più presto!

martedì 17 marzo 2015

Prodigy di Marie Lu | Recensione


Buon pomeriggio lettori. La cattiva notizia è che devo preparare due esami perciò è probabile che andrò un pò a rilento con le letture (vedremo...). La buona notizia è che ho trovato cinque minuti per pubblicare la recensione di Prodigy.
ATTENZIONE: non ho resistito e ho messo una frase spoiler, la trovate a fine recensione ma non preoccupatevi l'ho coperta.




PRODIGY
MARIE LU

Editore: Piemme Freeway
Pagine: 298
Genere: Distopico
Serie: Legend #2


Los Angeles, Stati Uniti. Il Nord America è spaccato in due parti, la Repubblica e le Colonie, e la guerra sembra destinata a non finire mai. June e Day arrivano a Vegas dopo essere miracolosamente sfuggiti all'ingiustizia della Repubblica quando l'inconcepibile accade: l'Elector Primo muore e il figlio Anden prende il suo posto. Mentre la Repubblica sprofonda nel caos, i due ribelli innamorati si uniscono ai Patrioti nel disperato tentativo di salvare il fratello di Day, Eden. E i Patrioti accettano, ma a una condizione: June e Day dovranno prima uccidere il nuovo Elector. È l'occasione per cambiare il mondo, per dare un senso alla morte di tante persone amate e di tanti innocenti... peccato che il nuovo Elector, l'affascinante e sensibile Anden, sembri completamente diverso dal suo crudele genitore. E se i Patrioti si stessero sbagliando?




Prodigy riprende la narrazione nove giorni dopo i fatti accaduti in Legend.
June e Day arrivano a Las Vegas, città militare piena di soldati della Repubblica e quindi molto pericolosa per i nostri protagonisti. 
Qui vengono aiutati dai Patrioti che accettano di salvare Eden, il fratello di Day, ad una condizione: uccidere il nuovo Elector. Si, perchè il vecchio Elector è morto lasciando la Repubblica in mano al figlio Anden. E questo è il momento giusto per ucciderlo e scatenare una rivolta nella Repubblica.
Day farebbe di tutto per salvare il fratello e June farebbe di tutto pur di salvare le persone che Day ama, così accettano.

“Benvenuti nei Patrioti, miei giovani amici. Siamo lieti di avervi tra noi.”

Il piano di Patrioti viene messo in atto: June deve per fare in modo che Anden si fidi di lei per poi tradirlo, Day invece aiuterà i Patrioti a creare un po' di scompiglio. Lui è importantissimo per la causa perchè il popolo ormai lo ama e crede in lui. Day è in grado di accendere il popolo, basta una sua parola per far scatenare una rivolta in grado di far cadere la Repubblica.

Tutti noi vorremmo vedere la Repubblica cadere. Per quello che ha fatto a Day, per quello che ha fatto June, per tutte le bugie che ha raccontato al suo popolo, per il modo in cui ha trattato le persone dei settori poveri. Eppure c'è qualcosa in questo piano che non quadra. Chi sono i veri nemici? Di chi ci si può fidare? Anden è davvero lo spietato Elector dipinto dai Patrioti? E la Repubblica può davvero essere salvata? 
In questo capitolo abbiamo avuto modo di entrare, seppur per poco, nel mondo delle Colonie. Esse sono strane: scintillanti, piene di luci e pubblicità. Le Colonie sono davvero la terra promessa? Sono davvero il sogno di cui parlava il padre di Day? 

Marie Lu non delude mai! In Prodigy si possono notare i dubbi che si sono fatti strada nei protagonisti: June che nonostante tutto quello che le ha fatto la Repubblica non riesce a capire se si sente ancora fedele a essa e Day che vedendo le interazioni tra June e Anden si chiede come può competere con questo ragazzo ricco che può restituire a June la sua vecchia vita fatta di ricchezza e incarichi prestigiosi.
Mi è piaciuto che la scrittrice abbia dato un po' di spazio ad altri personaggi come Tess e Kaede e ci abbia fatto capire qualcosa in più su di loro. Ma la cosa che ho amato di più è stato farci vedere una June Iparis fragile agli occhi di Day. L'ha sempre vista come una ragazza forte, in grado di salvarsi da sola e June è proprio così ma questo non vuol dire che niente la scalfisca e lui se ne è accorto.

Prodigy mi è piaciuto e molto anche! Ma non come Legend e il fatto è che non so bene il perchè. Forse perchè i primi libri di una saga\trilogia conquistano sempre il mio cuore in maniera diversa dai seguiti. Non me la sono sentita quindi di dare cinque stelle piene ma neanche quattro e basta.

«Però l'anello di graffette resta il mio preferito.» June 
 Anche il mio June, credimi. 






Sono contenta che la Piemme abbia deciso di portare da noi anche l'ultimo capitolo di questa trilogia. Perchè questa è una trilogia che merita davvero. Non mi resta che aspettare di avere tra le mani Champion, l'ultimo capitolo.