martedì 26 aprile 2022

La Legge dei Lupi di Leigh Bardugo | Recensione

Buongiorno booklovers!
Come state? Io sono reduce da 4 bellissimi giorni passata a casa a non fare nulla se non leggere e recuperare film\serie tv. BELLISSIMO. Al pensiero oggi di tornare al lavoro mi sento male, in più ho realizzato che a maggio non c'è nessuna festa perchè l'1 cade di domenica quindi mi sento ancora più male...
Vabbeh ma oggi parliamo del tanto chiacchierato La Legge dei Lupi che quando uscì in patria divise un po i fan della Bardugo e che da oggi arriva finalmente nelle nostre librerie!



LA LEGGE DEI LUPI
LEIGH BARDUGO

Editore: Mondadori
Pagine:  480
Genere: Fantasy
Serie: Nikolai Duology #2

Mentre l’imponente esercito di Fjerda si prepara all’invasione, Nikolai Lantsov chiama a sé tutte le armi di cui dispone per opporsi all’inevitabile: il suo ingegno, il suo fascino, e persino il mostro che porta dentro. Una parte di lui, forse il corsaro, forse il demone, forse il principe che si è guadagnato il trono con le unghie e con i denti, lo anela addirittura, lo scontro. Ma per sconfiggere l’oscura minaccia che incombe su Ravka potrebbe non bastare nemmeno il coraggio di un giovane sovrano abituato a rendere possibile l’impossibile. Anche solo per sperare di riuscirci, il re ha bisogno di alleati, forti, leali e pronti a tutto.
In prima fila c’è Zoya Nazyalensky, fedele compagna di infinite battaglie, che, nonostante abbia perso tanto per colpa della guerra, e abbia visto morire i suoi uomini e risorgere il suo peggior nemico, non ha intenzione né di abbandonarlo né di arrendersi. Se sarà necessario abbracciare i suoi poteri per diventare l’arma di cui il suo paese ha bisogno, non si tirerà indietro. Costi quel che costi.
Il re di Ravka può contare anche su Nina Zenik, spia abile ma talvolta spericolata, che, per colpa del suo ossessivo desiderio di vendetta, rischia di giocarsi l’unica possibilità di libertà per la sua patria e di guarigione per il suo cuore ferito.
Re, generale e spia: insieme dovranno trovare il modo di strappare all’oscurità un futuro per sé e per il proprio paese. Oppure prepararsi ad assistere alla sua drammatica e definitiva caduta. 





Ebbene si, questo giorno doveva arrivare. Il giorno in cui la Bardugo mi ha un po' delusa. E da come potete capire da questa intro, la lettura di L Legge dei Lupi purtroppo non è andata come speravo.
Le cose da dire sarebbero tante perciò per non fare una recensione lunga 8km ho deciso di suddividerla in due parti: i lati positivi e i lati negativi.

ASPETTI POSITIVI
La scrittura: la scrittura della Bardugo è bellissima, non lo si può negare e questo da un tocco in più alla storia (e nel mio caso la salva anche un po’). Basti pensare che nonostante la trama non mi abbai fatto impazzire ho riempito il libro di post perché alcune frasi erano davvero belle
Riferimenti vari: quando crei un mondo che continui ad ampliare aggiungendo libri è scontato fare riferimenti alle altre serie e questo a me piace tantissimo
Il romanzo si concentra molto politica e guerra e non potevo essere più felice di ciò. La politica era già accennata in Il Re di Cicatrici e qui viene esplorata ancora di più e io sono una fan della politica nei fantasy quindi per me è stato bello bello. Per quanto riguarda la guerra sto parlando di scontri sul campo, rappresaglie, battaglie, una guerra contro una nazione nemica, che è ben diversa dalla guerra civile che abbiamo visto nella trilogia grisha, in più le scene sono rappresentate graficamente molto bene quindi top della gamma.
Zoya: questo è un personaggio che grazie a questa serie ho rivalutato moltissimo e ne sono felice. Attraverso il suo pov ho potuto entrare nella sua testa e capire come pensa. Siamo abituati a una Zoya soldato, uno dei più potenti grisha di sempre, ma c’è molti di più nel suo cuore. E poi possiamo vedere il suo passato, le sue origini e io apprezzo sempre un bel background che da spessore a un personaggio.

“Pera tanto tempo ci è stato promesso un futuro.
Un giorno in cui i Grisha sarebbe stati al sicuro, quando su Ravka avrebbe regnato la pace.
Ogni volta che proviamo ad afferrare questo futuro, esso ci scivola tra le dita.”

ASPETTI NEGATIVI
Qui dentro c’è troppa roba. Non è tanto l’aggiunta di due pov (per un totale di 5) ma le storyline che sono tipo 8. Okay che si intrecciano tutte tra loro ma c’è troppa carne al fuoco e diventa un macello. Si poteva fare molto meglio eliminando delle cose.
Questa è la serie di Nikolai e se in Il re di cicatrici era il protagonista, in La legge dei lupi diventa quasi un personaggio secondario perché viene dato più spazio a Zoya. E tutto quello che Nikolai ha fatto fin da quando è comparso: combattere per avere il trono e quindi regnare su Ravka per darle un futuro migliore, un posto migliore per i grisha si conclude con una cosa che tu dici ma che davvero? Ma seriamente ha fatto tutto sto bordello per poi fare così? Ai miei occhi è come se lui da Assedio e Tempesta a La legge dei Lupi non sia mai cambiato, non ha avuto una crescita come ad esempio l’ha avuta Zoya. Ma allora perché chiamarla Nikolai Duology se poi sposti il focus su altro?
Il finale che è stato dato a Nina non mi è piaciuto per niente. Non riesco ad accettarlo e a mio parere è un po’ un azzardo verso determinati fan. Ma oltre a questo non la riconosco. Capisco che essendo una spia non può essere sé stessa ma mi manca la Nina di Sei di Corvi e la rivoglio indietro perché era perfetta. In più non mi è andata giù la decisione che prende alla fine.
Alcune cose sono state risolte troppo semplicemente. Tipo la questione di Nikolai che è un bastardo o l’altro problemino legato all’oscurità che si porta dentro. Un minuto prima sono un problema, quello dopo puff.
Ritroviamo un personaggio del passato e dal finale di Il Re di Cicatrici ci veniva fatto intendere che sarebbe stato cruciale in questo libro. Ecco no. Perché questo personaggio non fa niente, non gli viene dato uno scopo, non ha uno sviluppo e poi viene silurato in modo becero e secondo me ingiusto. Io da fan di quel personaggio non lo accetto. In più quello che fa mi è sembrato molto out of character, non avrebbe mai fatto una cosa del genere dai. Il suo finale mi è sembrato messo lì per avvantaggiare il finale di questa serie.
Il finale lascia la porta aperta per un altro libro che secondo me si potrebbe evitare. Cioè usando il personaggio che ho citato nel punto prima si poteva benissimo chiudere, senza mettere li quella frase giusto per aprire le porte a una potenziale nuova trama.

“Combatti per me. Combatti per ogni Grisha, per ogni soldato, per ogni bambino che
desidera rivedere sua madre, per ogni padre che desidera riposare la notte senza paura di ciò
che potrebbe accadere domani, per ogni artista, falegname, muratore e contadino destinati a fare
di più con le loro vite che portare una pistola in mano. Combatti per tutti noi.

Ci sono poi dei camei che per me sono uno sni. Nel senso che come dicevo per i riferimenti alle altre serie è bello sì ma il primo cameo è inutile perché si poteva usare un altro escamotage per risolvere quella questione. Il secondo cameo mi è piaciuto ma era utile al 100%? Non proprio.

Inutile dire che mi aspettavo di più da questo libro e mi piange il cuore a dare un voto così basso alla Bardugo. La mia paura più grande è che il grishaverse diventi un po’ come l’universo shadowhunters: pur di andare avanti si cade nel nosense.

“Nella vita c'è molto più della guerra.


Avete letto questa dilogia? Cosa ne pensate?


1 commento:

  1. Premetto che a me questa duologia non è dispiaciuta, anzi. Però mi trovo abbastanza d’accordo su alcuni punti. In Rule of Wolves ad un certo punto ci sono troppe cose, e lo spazio dato a Nikolai è minore di quanto mi sarei aspettata (e questo mi dispiace, considerando che è uno tra i miei personaggi preferiti del grishaverse). La soluzione per il suo demone mi è sembrata sbrigativa, e sono assolutamente d’accordo sulla figura dell’Oscuro. Sembrava così intenzionato a fare ritorno che quando c’è stata la scena sul campo di battaglia, mi sono chiesta “ma come???”. Insomma, non che mi dispiaccia il suo finale, però anche secondo me non è coerente col personaggio, o per lo meno la Bardugo avrebbe potuto svilupparlo meglio per giungere ad una conclusione del genere. Infine, altra cosa che mi ha lasciato un pochino insoddisfatta, è stato l’atto di Nikolai all’assemblea per i trattati di pace. Meritava di più che finire senza neanche avere un titolo definito, sebbene io sia contenta che se qualcun altro è salito al trono, quella persona sia Zoya. Al di là di ciò, posso dire che in realtà ci sono molti aspetti che mi sono piaciuti: la scrittura della Bardugo è perfetta come al solito, ci sono tantissime frasi che ho salvato, e i personaggi stessi non deludono mai. L’approfondimento sulla vita di Zoya mi è piaciuto molto e anche la relazione Zoya-Nikolai, che dopo tante sofferenze si sono trovati. Sebbene la storia sia piena di roba, è tutto elaborato e incastrato alla perfezione, quindi trovo che sia comunque interessante da leggere, e anche se è stato dato un po’ troppo spazio alla storia di Nina in una duologia che doveva essere di Nikolai, non si può dire che non abbia il suo perché. Il fatto che abbia messo dentro tante cose ha fatto apparire tutti i vecchi personaggi, e questo in realtà mi alza la qualità del libro anche e soprattutto per una questione affettiva. Il finale un po’ strano, sia perché Nikolai si meritava di conservare quello per cui ha a lungo combattuto (sebbene abbia l’amore di Zoya dalla sua) sia per l’improbabile storia di Nina che vede al comando di Fjerda una coppia segretamente Grisha (e tutto il resto). So che il finale aperto verso Kaz a quel modo è leggermente forzato, ma non posso negare che la prospettiva vedere di nuovo Kaz e Inej insieme mi elettrizzi. Ma, con tutte queste cose che sono state messe in campo, la Bardugo dovrà dare prova di grande maestria nel riuscire a riportare Kaz e Inej in una nuova avventura assieme, e allo stesso tempo portare avanti la situazione di Ravka e Fjerda (sempre che abbia intenzione di tirare fuori qualcosa del genere a breve). In ogni caso io posso dire che mi ha appassionato di più leggere Rule of Wolves che King of scars, per il grande numero di colpi di scena e approfondimenti psicologici dei personaggi. Seppur con alcuni difetti, penso che non sia assolutamente un libro da scartare :)))

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