lunedì 14 dicembre 2020

Una fiamma nella notte di Sabaa Tahir | Recensione

Buongiorno booklovers!
Come state? Io nel weekend ho recuperato la serie tv Spinning Out, in ritardo di un anno ma meglio tardi che mai va. Non mi è dispiaciuta e ho notato tante similitudine con From Lukov with Love tant'è che mi è quasi venuta voglia di di leggerlo.... Passando alla recensione di oggi: venerdì vi ho parlato del Il Dominio del fuoco (qui) di Sabaa Tahir e oggi proseguo con il secondo volume Una fiamma nella notte. Vi anticipo già che non vedrete la recensione del terzo volume perchè il mio viaggio con questa serie si è fermato al 20% di Un assassino alle porte, ci ho provato eh ma proprio non ce l'ho fatta ad andare avanti...




UNA FIAMMA NELLA NOTTE
SABAA TAHIR

Editore: Nord
Pagine: 432
Genere: Fantasy
Serie: An Ember in the Ashes #2 


Per tutta la vita, a Elias è stato ripetuto che il suo destino era servire l'Impero. Ma tutto è cambiato quando lui si è rifiutato di giustiziare Laia, una schiava la cui unica colpa era sognare un mondo migliore. In quell'istante, Elias ha capito di non voler diventare lo strumento di un regime oppressivo e autoritario, che ha proibito ogni forma di scrittura. E per questo è stato condannato a morte. Tuttavia in suo aiuto è accorsa Laia, che adesso gli propone un patto: lei lo farà scappare se, in cambio, lui la guiderà fino a Kauf, la famigerata prigione in cui sono reclusi i traditori, e l'aiuterà a organizzare l'evasione di suo fratello Darin. Elias accetta e, ben presto, i due si ritrovano a marciare attraverso una terra selvaggia e irta di pericoli, costantemente braccati dall'esercito imperiale. Ed Elias scoprirà troppo tardi che tra i soldati che danno la caccia a lui e a Laia c'è anche Helene, la sua compagna di addestramento, la sua amica più fidata. L'unica che è sempre stata in grado di prevedere ogni sua mossa. E adesso Helene ha un solo, straziante obiettivo: ucciderlo...





Una fiamma nella notte riprende esattamente da dove eravamo rimasti con l’ultimo capitolo de Il dominio del fuoco e nel corso delle pagine vediamo Elias e Laia alle prese con la loro missione: raggiungere la prigione di Kauf per liberare il fratello di lei, l’unico che conosce il segreto per fabbricare le armi che darebbero una chance ai Dotti di combattere contro i Marziali.

Tra le novità introdotte in questo romanzo c’è sicuramente il POV di Helene, scelta che ho apprezzato eh perché mi ha dato modo di conoscere un po' meglio il suo personaggio, ma ciò non è bastato a farmi cambiare idea su di lei. L’altra novità è il Luogo dell’Attesa, dove ci sono i fantasmi che non sono passati oltre e questa Traghettatrice di Anime che li aiuta (e no, non è Melinda Gordon). Questa cosa va ad arricchire un mondo che se permettete ha già abbastanza carne sul fuoco: creature fantastiche, personaggi con poteri e\o abilità magiche, oggetti magici. Insomma un gran calderone, che boh, io ancora devo comprendere del tutto.
Una novità che ho apprezzato molto invece è stata vedere, anche se per poco, le tribù di cui si era accennato nel libro precedente. L’ho trovato interessante, peccato solo che si sia visto davvero poco.

La sofferenza, forse, è come una battaglia: dopo averla conosciuta abbastanza
a fondo, l'istinto ha il sopravvento. Quando la vedi avvicinarsi come una squadra della
morte marziale, ti irrobustisci dentro. Ti prepari all’agonia di un cuore straziato.
E quando ti colpisce, fa male, ma non così tanto, perché hai messo da parte la
tua debolezza e ti restano solo rabbia e forza.

Per quanto riguarda la trama, si può quasi dire che si divide su due filoni intrecciati tra loro perché se Elias e Laia sono in viaggio verso Kauf, Helene deve trovare Elias per giustiziarlo, e se non riesce nell’impresa il prezzo da pagare sarà molto alto. In mezzo a tutto ciò ci sono molte scoperte e rivelazioni ma sinceramente ho trovato la prima parte mooolto lenta e a un certo punto ero quasi tentata di mollare il libro perché sembrava non succedesse nulla. Dal 70% in poi la situazione, per fortuna, si risolleva e le ultime 100 pagine mi sono piaciute molto, perché movimentate e più interessanti. Stessa identica cosa che mi era successo con il primo volume.

Elias e Laia come coppia sembrano non facciano passi avanti manco se li paghi, cioè io ho capito lo slow burn ma di sto passo uno fa la muffa ad aspettare. Apprezzo però il loro legame e mi piace il fatto che quando Laia è insieme a Elias si senta più coraggiosa e forte, cosa che invece non prova con quel pezzente di Keeran, ed è evidente. E mi piace che si dicano sempre la verità, anche quando potrebbero benissimo nascondere delle cose. Anche presi singolarmente questi due personaggi mi piacciono, in particolare sono un po' orgogliosa di Laia perché è cresciuta molto dal primo libro, non è più una ragazzina spaventata e codarda, sbaglia ma si rialza ed è determinata in quello che fa. 

“Non è il fallimento a definire chi sei. È ciò che fai dopo avere fallito 
a determinare se sei un capo o uno sperpero di aria buona.” 

Elias è ancora in balia dei sensi di colpa per quello che ha fatto e penso che anche lui ne avrà ancora di crescita di fare. Tra l’altro poraccio, sta sempre nella merda fino al collo. Mi hanno pure detto che è il personaggio preferito della scrittrice, non oso immaginare cosa gli faceva se lo odiava...
L’unica che mi fa rimanere impassibile è Helene. Mi dispiace pure per un sacco di cose che le succedono, mi dispiace per il suo amore non corrisposto nel primo libro però oh non riesco a farmela piacere e a tratti la trovo un po' pesante. Anche questa cosa di credere sempre agli Auguri con una fede cieca, sarà che io non ho questo tipo di fede quindi non posso capirla…

Per quanto riguarda i cattivi invece la Comandante si riconferma madre dell’anno, e se pensavate che lei fosse una merda è perché non avevate ancora incontrato il Direttore della prigione di Kauf, sadicità a palate.
Ultimo, ma non per importanza, Il signore della notte, che non vedo l’ora venga esplorato meglio perché da quello che si è visto sembra davvero interessante e penso che abbia anche un lato umano in lui? Cosa che di solito i cattivi non hanno e sono un po' curiosa di vedere dove va a parare la cosa e come verrà gestita.

Quindi, Una fiamma nella notte, non è un brutto libro però non lo so, è dal primo volume che mi porto dietro la sensazione che mi manchi qualcosa che mi tenga incollata alle pagine, qualcosa che mi faccia dire wow.



Fino a quando combatti le tenebre, resti nella luce.



E voi? Siete fan di questa serie? Se l'avete letta ditemi cosa ne pensate!

2 commenti:

Grazie per aver commentato! You make me sooo happy ♥